«Il tatuaggio si fa sulla pelle, sulla topologia sensibile del più esteso dei nostri sensi percettivi. Un involucro che è un canovaccio, dove mettere in immagine o per iscritto ogni genere di contenuti, semiotizzandoli così come fa la scrittura con la lingua».
— Gianfranco Marrone e Tiziana Migliore, Iconologie del tatuaggio. Scritture del corpo e iconologie identitarie
Appartenenza di gruppo ed espressione soggettiva: il tatuaggio marchia i corpi con ago e inchiostro costruendo al contempo l'individuo, disegnandolo, dipingendolo, e, in alcuni casi, completandolo. Così facendo, l'uomo fa della propria pelle il suo "primo vestito": e questo corpo, fluido e caduco, diviene allora la tela privilegiata su cui raccontare le proprie lotte, le proprie passioni, la propria vita.
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