Luna

«Quando sembra che "l'eterno" stia generando la Luna Nuova, esso rimette in scena l'atto originario della creazione dove la forma scaturisce dall'informe e la luce scaturisce dall'oscurità. Infatti, ciò che è rilevante della morte della Luna risiedeva nel fatto di rappresentare un ritorno all'unicità del principio».

— Jules Cashford, La Luna. Simbolo di trasformazione

Riferimento ciclico della volta celeste, solitario satellite del nostro pianeta, la Luna ha una valutazione ambigua nella storia del pensiero umano. Fascinosa, lontana e vicina, le sue influenze smuovono acque e uomini: li trasfigurano nel folklore e nel mito, lunatici, al centro di riti altrettanto diffusi quanto il culto solare. Femminile per i più, ma sarebbe un'incorretta semplificazione: è sì Selene per i greci, ma Al-qamar, maschile, in lingua araba. La ricchezza del suo fulgore, il suo calare a crescere a spicchio, piena e nuova: la sua una presenza costante e ricca, antica come la Terra, e molto più dell'uomo.

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