Biorilevatori e Bacchette Radiestesiche

Al primo posto tra i biorilevatori più utilizzati nel corso della storia vi sono le intramontabili bacchette radiestesiche. L’origine del loro utilizzo risale alla tradizione della rabdomanzia, pratica diffusa in Europa tra Medioevo e Rinascimento per individuare acqua e metalli preziosi mediante rami biforcuti di nocciolo o salice. Il modello di bacchette presente in questa sezione (antenne L mania, in rame e ottone, di Zuccari) viene oggi impiegato nella ricerca energetica contemporanea.

Se desideri invece avvicinarti a uno strumento radiestesico più moderno, in questa sezione trovi diversi modelli di biotensor pensati per accompagnare test energetici, valutazioni vibrazionali e lavori di armonizzazione su persone, ambienti e sostanze.
A differenza delle bacchette e del pendolo tradizionale, il biotensor utilizza un’asta metallica flessibile capace di amplificare le micro-reazioni neuromuscolari di chi lo impugna, trasformandole in oscillazioni visibili, rapide e facilmente interpretabili. Si è diffuso nel XX secolo grazie al radiestesista tedesco Joseph Oberbach e rappresenta un’evoluzione contemporanea della radiestesia. 

Dai modelli Interceptor, Parsifal, fino al Micro-B, la nostra proposta spazia su biotensor con impugnatura in sughero, ottone o metallo, fino a legno e cristallo; con astina molto o poco flessibile; con terminale ad anello singolo o anelli concentrici, oppure a sfera in legno, metallo o pietra/cristallo. Ciascun modello è pensato per adattarsi a diversi livelli di esperienza e a varie modalità di lavoro radiestesico, dalla pratica personale quotidiana alle indagini energetiche più approfondite.

Quale strumento di biorilevazione pensi possa essere più affine alla tua mano, alla tua sensibilità e al tipo di ascolto sottile che desideri sviluppare?