Manga e fumetti

«Fumetti e disegni animati diventano agli occhi del filosofo luoghi di produzione del pensiero, si offrono come mondi da scoprire e indagare con curiosità e attenzione. La lettura, la visione, l’ascolto si rivelano pratiche attive; la fruizione si sgancia da una logica di puro consumo per trasformarsi in una pratica anche sovversiva, che introduce nuove idee, nuovi passaggi di senso negli oggetti del suo sguardo».

— Marcello Ghilardi, Filosofia nei manga

Fumetto occidentale e giapponese. Entrambi hanno plasmato l’immaginazione di intere generazioni. Suggestioni che hanno fatto di carta e inchiostro un’educazione al fantastico, all’avventura, alla denuncia sociale. Perché il fumetto, così come ogni altra forma di espressione, può veicolare i pensieri più differenti, entusiasmare e inorridire; ma più della parola scritta, può permettersi di visualizzare per noi quel che il testo trattiene o che la coscienza faticherebbe a esprimere.

Né un romanzo, né un disegno, ma tutte e due assieme. Abilità narrativa e capacità tecnica che hanno permesso a sceneggiatori del calibro Alejandro Jodorowski di incontrare il pennino ispirato di Moebius, ad Alan Moore di dare forma ai suoi universi di parole, e a noi di godere dei loro capolavori.