Il testo di Svāmī Jñānānandendra Sarasvatī qui presentato risulta di particolare interesse per diverse ragioni. Fra le molte, oltre la sinteticità, la chiarezza espressiva ed espositiva e la profonda conoscenza, quella che però ci ha persuasi a tradurre e pubblicare questo breve scritto è sicuramente la capacità di essere di sostegno a coloro che, pur in una condizione esterna al Vedānta, sono stati illuminati dalla purezza metafisica del suo insegnamento e, dunque, ne ricercano e desiderano un maggiore approfondimento. Le domande che qui vengono poste e affrontate sono quelle che possono sorgere nelle menti dei sinceri mumukṣu, e le risposte date gettano una chiara luce su alcuni punti sottili dell’autentico Advaita Vedānta di Śrī Śaṃkarācārya, molto spesso fraintesi, chiarendone alcuni a...
Il testo di Svāmī Jñānānandendra Sarasvatī qui presentato risulta di particolare interesse per diverse ragioni. Fra le molte, oltre la sinteticità, la chiarezza espressiva ed espositiva e la profonda conoscenza, quella che però ci ha persuasi a tradurre e pubblicare questo breve scritto è sicuramente la capacità di essere di sostegno a coloro che, pur in una condizione esterna al Vedānta, sono stati illuminati dalla purezza metafisica del suo insegnamento e, dunque, ne ricercano e desiderano un maggiore approfondimento. Le domande che qui vengono poste e affrontate sono quelle che possono sorgere nelle menti dei sinceri mumukṣu, e le risposte date gettano una chiara luce su alcuni punti sottili dell’autentico Advaita Vedānta di Śrī Śaṃkarācārya, molto spesso fraintesi, chiarendone alcuni assunti di base. Le domande e i dubbi posti da Śrī Sanyal possono infatti sorgere in ogni ardente ricercatore ancora nuovo all’indagine vedāntica, spesso confuso dalle numerose e divergenti interpretazioni del Vedānta presentate da studiosi, accademici ed eruditi orientali e occidentali. E le risposte a tali questioni che sono state date da Svāmī Jñānānandendra Sarasvatī sono così chiare da aiutare, magistralmente, il lettore a risolverle ponendosi dal punto di vista dell’esperienza intuitiva della vera natura di Sé. Dunque ognuno potrà confrontare la propria conoscenza con gli insegnamenti qui riportati e verificare da sé la soddisfazione per ciò che avrà, o meno, acquisito in comprensione.
Poche parole sulla forma. Il testo consiste in una serie di repliche a domande poste per corrispondenza da Śrī Sanyal a Svāmī Jñānānandendra Sarasvatī negli anni 1978-79, in merito alle differenze tra l’Advaita Vedānta di Śrī Śaṃkarācārya e quello dei sub-commentatori. Questo insieme di scritti è stato poi raccolto dallo stesso studente e raggruppato nei tre capitoli in cui lo presentiamo. Le risposte che Svāmījī ha dato si presentavano in inglese e in sanscrito, in accordo alla lingua di volta in volta usata nelle domande. La pregnanza del testo esposto conferma che, anche se solo nella forma di una corrispondenza, la profondità della conoscenza vedāntica può essere insegnata a un ricercatore che mostri lo stesso ardimento e desiderio di Śrī Sanyal.
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