Una sinfonia di simboli nascosta fra le lettere dell'alfabeto ideato da un Maestro Rosacroce.
Da qualche parte, nascosto tra le pieghe di un Universo che avvolge il nostro come un immenso, invisibile mantello Senza Fine, c’è una caverna in cui il tempo e lo spazio si fondono. Da quel luogo si diramano Canali, Sentieri, Fiumi che nessun telescopio è in grado di percepire, e che tuttavia diffondono ovunque, anche nel nostro Universo, idee immateriali, eterne e assolute: gli Archetipi di ogni realtà.
Come un respiro che fluisce in un turbinio lento e costante, le idee archetipiche prendono forma nel Regno della Materia e si trasformano in pensieri, numeri, colori, suoni e ogni altra espressione concreta della Natura che l’umanità da sempre ammira e cerca di comprendere e imitare, nelle scie...
Una sinfonia di simboli nascosta fra le lettere dell'alfabeto ideato da un Maestro Rosacroce.
Da qualche parte, nascosto tra le pieghe di un Universo che avvolge il nostro come un immenso, invisibile mantello Senza Fine, c’è una caverna in cui il tempo e lo spazio si fondono. Da quel luogo si diramano Canali, Sentieri, Fiumi che nessun telescopio è in grado di percepire, e che tuttavia diffondono ovunque, anche nel nostro Universo, idee immateriali, eterne e assolute: gli Archetipi di ogni realtà.
Come un respiro che fluisce in un turbinio lento e costante, le idee archetipiche prendono forma nel Regno della Materia e si trasformano in pensieri, numeri, colori, suoni e ogni altra espressione concreta della Natura che l’umanità da sempre ammira e cerca di comprendere e imitare, nelle scienze e nelle arti.
Da sempre ci sono mistici che tentano di risalire i Sentieri che conducono alla Caverna primordiale affidandosi a simboli che sembrano rispecchiare le Idee eterne, ma è un viaggio dall’esito quanto mai incerto.
Molti artisti, da parte loro, preferiscono lavorare nella materia fisica attingendo liberamente al “Magazzino degli Archetipi” per dare vita a rappresentazioni simboliche di cui nemmeno loro, forse, conoscono il significato, e perciò lasciano all’osservatore piena libertà d’interpretazione... o quasi.
E esattamente ciò che fece l’incisore e editore Johann Theodor De Bry per comporre il suo mirabile alfabeto pubblicato nel 1595 col tìtolo Nova Alphati Effictio. Quell’alfabeto è diventato, oggi, il “Tarocco delle Grottesche”, la cui bellezza è esaltata dai vividi colori che la pittrice milanese Miriam Laffranchi ha pazientemente assegnato a ogni Arcano, favorendo la nostra capacità di entrare in una dimensione simbolica più elevata rispetto alla quotidianità terrena.
Tiratura limitata 777 copie
24 Carte
80x154 mm
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