Gabriele Peroni

Piante selvatiche d'Insubria in alimentazione e medicina. Usi tradizionali dalle origini al XXI secolo

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In questo studio di etnobotanica sono prese in considerazione oltre 300 piante selvatiche impiegate in passato come alimenti e farmaci. L’opera è un esempio di conservazione e revisione critica di notizie frutto di “trasmissione orale” che andrebbero, altrimenti, irrimediabilmente perdute.

Tutto ciò che è “popolare” e fa parte dei nostri usi e costumi, della tradizione della nostra gente, non può più essere ignorato. La profondità della conoscenza delle piante e del rapporto col proprio ambiente, da parte delle generazioni passate, si evince dall’enorme messe di notizie e dalle migliaia di nomi vernacoli esposti nello studio, esempio unico nel suo genere per la Regione Insubrica che è lo scenario della ricerca. Questa ha compreso la provincia di Varese, la parte più occidentale della prov...

In questo studio di etnobotanica sono prese in considerazione oltre 300 piante selvatiche impiegate in passato come alimenti e farmaci. L’opera è un esempio di conservazione e revisione critica di notizie frutto di “trasmissione orale” che andrebbero, altrimenti, irrimediabilmente perdute.

Tutto ciò che è “popolare” e fa parte dei nostri usi e costumi, della tradizione della nostra gente, non può più essere ignorato. La profondità della conoscenza delle piante e del rapporto col proprio ambiente, da parte delle generazioni passate, si evince dall’enorme messe di notizie e dalle migliaia di nomi vernacoli esposti nello studio, esempio unico nel suo genere per la Regione Insubrica che è lo scenario della ricerca. Questa ha compreso la provincia di Varese, la parte più occidentale della provincia di Como, la zona settentrionale di quella di Milano, le rive novaresi del fiume Ticino e del lago Maggiore, il Cantone Ticino.

I dati presentati giungono da più fonti e sono stati raccolti in trent anni di studio e di lavoro. Si compongono di: notizie ricavate da interviste dirette a persone, quasi tutte scomparse, che hanno usato nel passato o ricordano l’uso di piante spontanee; notizie ricavate dalla distribuzione di migliaia di schede (preparate dall’autore) per via cartacea e informatica; contatti diretti con studiosi di etnologia, storia e cultura locale; notizie ricavate dalla letteratura esistente (in verità molto scarsa e mai specialistica).

L’Associazione Culturale “Terra Insubre” viene fondata nel 1996 a Varese, nel cuore della regione insubre. L’attività di questo sodalizio si è da sempre concentrata sullo studio, la ricerca e la valorizzazione dello straordinario patrimonio culturale dell’Insubria: tradizioni e lingua locale, storia, archeologia, letteratura e, più in generale, tutto quello che determina l’identità di un’area storica molto antica, il cui nome deriva dall’etnia celtica degli Insubri.

Questa regione d'Europa, che oggi comprende i territori che vanno dall’arco alpino centrale al Po e dalla Sesia fino all’Adda, politicamente e amministrativamente suddivisi fra Cantone Ticino, parte del Cantone Grigioni, del Piemonte e della Lombardia, in epoca medievale costituì il cuore dei domini dello Stato e del Ducato milanese dei Visconti e degli Sforza.

Insubri ed Insubria furono termini utilizzati correntemente da studiosi, letterati, poeti ed intellettuali fino al primo Ottocento, per poi improvvisamente scomparire e, come un fenomeno carsico, riemergere con forza negli ultimi due decenni.

Ean
9788884744616
Pagine
296
Peso (grammi)
530
Larghezza
245
Altezza
170
Profondità
23
Data di pubblicazione
20/11/2016
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