Il libro prende le mosse da un articolo del suo stesso autore, Carlo Rocchi, comparso per la prima volta sul blog di Ekatos edizioni con il titolo di Advitīya caitanyavāda, e che ora riproponiamo in appendice insieme alle risposte dei summenzionati tradizionalisti, compattatisi per l’occasione in un fronte comune che figura sulla pagina facebook denominata “Scienza interiore”. Dunque Alātaśānti, “lo spegnimento delle teste calde” (questo è uno dei significati della parola sanscrita), allude a quelle teste che sono in balia del vortice di concetti prodotti dalla scelta di un modello di pensiero e alla sua sistematizzazione: “quello che fa scegliere un particolare punto di vista e non un altro, che è dovuto alla propria affiliazione spirituale […] e lo si prende poi come metro di misura” che...
Il libro prende le mosse da un articolo del suo stesso autore, Carlo Rocchi, comparso per la prima volta sul blog di Ekatos edizioni con il titolo di Advitīya caitanyavāda, e che ora riproponiamo in appendice insieme alle risposte dei summenzionati tradizionalisti, compattatisi per l’occasione in un fronte comune che figura sulla pagina facebook denominata “Scienza interiore”. Dunque Alātaśānti, “lo spegnimento delle teste calde” (questo è uno dei significati della parola sanscrita), allude a quelle teste che sono in balia del vortice di concetti prodotti dalla scelta di un modello di pensiero e alla sua sistematizzazione: “quello che fa scegliere un particolare punto di vista e non un altro, che è dovuto alla propria affiliazione spirituale […] e lo si prende poi come metro di misura” che in quanto tale rimane necessariamente parziale. Del resto “la verità non può essere concepita altrimenti che come la meta da raggiungere, e costoro, nella loro ricerca, non vogliono affatto avere una meta; tutto ciò non può dunque aver nulla d’intellettuale, anche prendendo l’intelligenza nel senso più esteso, e non nel più elevato e più puro; se abbiamo potuto parlare di passione della ricerca, è perché si tratta effettivamente di un’invasione della sentimentalità in campi ai quali essa dovrebbe rimanere estranea”. Pertanto condividendo questi pensieri, formuliamo l’auspicio che chi deciderà di accostarsi ad Alātaśānti, lo faccia con le migliori intenzioni, scevro da malizia e pregiudizio, con mente aperta alla Verità, ma ben serrata alla sentimentalità e agli scompensi emotivi e fideistici che determina, certi che sempre Vincit omnia Veritas.
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