Come abbiamo avuto modo di riportare in altre occasioni, il “Brahman deve essere conosciuto solo per mezzo dell’insegnamento tradizionale dei maestri e non con argomentazioni, studio, ragionamento, erudizione, meditazione, ascesi, sacrifici” (KeUŚBh I.4). Per tale ragione nell’Advaita Vedānta dottrina e metodo coincidono e la śruti è usata dal Guru come strumento con cui aiutare il discepolo a rimuovere gli anātman che la sua ignoranza sovrappone all’Ātman e supporto per addivenire a un’esperienza propria della Realtà e alla Liberazione. Non dovrebbe stupire allora la vitalità della trattazione raccolta in questo volume che è il frutto dell’ascolto (śrāvaṇa) dell’insegnamento di un maestro adepto vivente, della riflessione su quanto da Lui ricevuto (manana) e della profonda contemplazione ...
Come abbiamo avuto modo di riportare in altre occasioni, il “Brahman deve essere conosciuto solo per mezzo dell’insegnamento tradizionale dei maestri e non con argomentazioni, studio, ragionamento, erudizione, meditazione, ascesi, sacrifici” (KeUŚBh I.4). Per tale ragione nell’Advaita Vedānta dottrina e metodo coincidono e la śruti è usata dal Guru come strumento con cui aiutare il discepolo a rimuovere gli anātman che la sua ignoranza sovrappone all’Ātman e supporto per addivenire a un’esperienza propria della Realtà e alla Liberazione. Non dovrebbe stupire allora la vitalità della trattazione raccolta in questo volume che è il frutto dell’ascolto (śrāvaṇa) dell’insegnamento di un maestro adepto vivente, della riflessione su quanto da Lui ricevuto (manana) e della profonda contemplazione intuitiva (nididhyāsana). Il lettore interessato si troverà a confrontarsi con quanto di più utile per inquadrare e approfondire la dottrina advitīya, troppo spesso travisata da punti di vista che le sono estranei e che dunque risultano fuorvianti. La trattazione comincia con alcune precisazioni preliminari sul metodo dell’Advaita; la spiegazione dell’adhyāropāpavāda con cui viene operata la rimozione della falsa conoscenza; l’esame dei tre stati di coscienza (avasthātraya mīmāṃsā) e in conclusione alcune pagine dedicate al Grande Detto Tad tvam asi che consente di realizzare, ai piedi del Guru, la coscienza della propria vera natura essenziale (svarūpa).
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