“La gente ordinaria crede fermamente di esser nata in questo mondo da una precedente esistenza, d’essere cresciuta e di morire, per rinascere e infine morire nuovamente e così via indefinitamente. Come risultato di questa credenza essi sperimentano le sofferenze relative alla nascita, alla crescita e l’inevitabile e supremo dolore paventato, la morte. […] Quando i rimedi a queste cose hanno successo, essi sono euforici; quando falliscono, si disperano. Ci sono persone di un altro tipo che credono che queste miserie siano una parte del nostro destino e che come tali non le si può evitare. Ci sono anche alcuni sciocchi che accusano Īśvara, il Signore e Produttore del mondo, dicendo: «Perché, o Dio, mi hai dato questa miserabile nascita umana?» Infine c’è un certo numero di sconsiderati che p...
“La gente ordinaria crede fermamente di esser nata in questo mondo da una precedente esistenza, d’essere cresciuta e di morire, per rinascere e infine morire nuovamente e così via indefinitamente. Come risultato di questa credenza essi sperimentano le sofferenze relative alla nascita, alla crescita e l’inevitabile e supremo dolore paventato, la morte. […] Quando i rimedi a queste cose hanno successo, essi sono euforici; quando falliscono, si disperano. Ci sono persone di un altro tipo che credono che queste miserie siano una parte del nostro destino e che come tali non le si può evitare. Ci sono anche alcuni sciocchi che accusano Īśvara, il Signore e Produttore del mondo, dicendo: «Perché, o Dio, mi hai dato questa miserabile nascita umana?» Infine c’è un certo numero di sconsiderati che pensa: «A parte alcuni difetti, siamo fortunati per molte altre buone qualità proprie della nascita umana.» Questi permettono alla loro mente di essere travolta da godimenti sensuali e da altri piaceri, che sono come gocce d’ambrosia mescolate a veleno, in cui ci si imbatte durante questa effimera esistenza umana. Costoro sono privi di qualsiasi accortezza e si comportano freneticamente come piace loro. […] Il vero e profondo vantaggio per coloro che hanno raggiunto la Conoscenza intuitiva del Vedānta consiste nel fatto che raggiungono la forte e incrollabile certezza che il loro Ātman non è mai sottoposto a nascita, crescita e morte, né nel passato, né nel presente e nemmeno in futuro.”
Tratto da “Commento a “Le cinque gemme dell’Advaita”
Advaita Pancaratnam di Śaṃkarācārya
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